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 Il coniglio bianco di Inaba

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AutoreMessaggio
Takehito Saito
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MessaggioTitolo: Il coniglio bianco di Inaba   Gio Ott 29, 2015 11:41 pm

Titolo originale: 因幡の白ウサギ (Inaba no Shiro-Usagi)



INTRODUZIONE
Questo racconto è molto antico e compare per la prima volta in lingua scritta nel "Kojiki", la prima opera letteraria giapponese compilata su ordine imperiale nel 712 d.C. e comprendente molti miti e leggende di varia natura.
Nel caso si voglia approfondire l'argomento relativo a quest'opera vi rimando alla "Storia del Giappone", che si trova a questo indirizzo: Storia del Giappone
La fiaba viene narrata subito dopo gli eventi relativi all'era degli dei, di cui ho scritto nell'articolo che potete leggere se sarete interessati, e fa parte di una lunga serie di racconti in forma di storie popolari o favole.
Il protagonista è un coniglio bianco il quale voleva attraversare lo stretto braccio di mare che separava la sua isola dalla costa di Inaba, una provincia situata in Giappone. Per fare questo ingannò dei coccodrilli convincendoli ad allinearsi uno dietro l'altro sulla superficie del mare, adducendo la scusa che era sua intenzione contarli per capire quanto fossero numerosi. Saltando sui loro dorsi avrebbe potuto farlo, contandoli uno a uno. In realtà egli fece questo solo per raggiungere la sponda opposta e dopo essere riuscito nel suo intento si prese anche gioco dei rettili, l'ultimo dei quali resosi conto del trucchetto lo prese, lo scuoiò e lo lasciò così, disteso sotto il sole cocente sulla spiaggia.
Ottanta divinità, tutti fratelli di Okuninushi, una divinità associata a Izumo (per comprendere questo riferimento leggere sempre la "Storia del Giappone"), fanno la loro comparsa e fingendosi solidali col coniglio gli consigliano di bagnarsi nell'acqua salata e mettersi al vento. Questi fa come gli viene detto, ma si ritrova con la pelle nuda irritata e piena di vesciche. A questo punto è la stessa divinità Okuninushi a fare la sua comparsa e a offrire il suo aiuto al povero coniglietto con un rimedio per lenire il suo dolore lancinante. Il suo intervento ha successo e il coniglio, grato per questo, profetizza ch'egli sposerà la principessa Yagami, nonostante l'ostilità dei suoi ottanta fratelli.
Questo è il racconto come ci viene brevemente narrato dal "Kojiki". La versione che leggerete differisce da questa per diversi motivi, nonostante il filo conduttore sia il medesimo.
Ha la struttura tipica di una storia popolare e contiene una morale alla fine che lascia riflettere, corrispondente al nostro proverbio "Chi la fa l'aspetti", al contrario di quanto abbiamo appena letto con una conclusione piuttosto scarna che non lascia spazio a molte considerazioni su ciò che possiamo ritenere moralmente giusto o sbagliato.
Inoltre la versione del Kojiki presenta meno particolari, si sofferma in maniera molto più blanda sulle intenzioni o i caratteri dei personaggi coinvolti e si ha la sensazione che si vogliano solo presentare i crudi fatti per giustificare la profezia finale.
Nel racconto che leggerete la storia non si conclude con la profezia, ma con un tenero siparietto tra il coniglio e la divinità e con una profonda riflessione sui giusti comportamenti e, infine, il pentimento del coniglio.
Un'altra caratteristica riguarda i "coccodrilli". In realtà si ritiene che il termine giapponese nel "Kojiki" si riferisse proprio a dei coccodrilli e così viene generalmente tradotto e considerato.
Tuttavia, in seguito, si è arrivati a individuare nel termine utilizzato il pescecane, forse sulla base del fatto che anticamente la parola poteva riferirsi a questi pesci. E difatti nelle storie odierne, come quella presente in questa pagina, si parla di pescecani.
Insomma, questo breve racconto è molto piacevole, divertente e, soprattutto, è un vero tesoro da conservare, parte integrante della tradizione culturale giapponese.
Inoltre, sarebbe superfluo aggiungere che sia il coniglio, sia la località, sia la storia in sé, sono famosissime e i riferimenti anche nel Giappone odierno sono innumerevoli.
(N.b.:La "gi" di"Usagi"si pronuncia come la "ghi" di ghiro)

Note:
1) "Inaba" è il nome di un'antica provincia del Giappone corrispondente all'odierna prefettura di "Tottori".
Nell'immagine sottostante è evidenziata la sua posizione, in colore rosa, sulla costa occidentale dell'isola di Honshu.


Una famosissima composizione con due statue raffiguranti il coniglio e Okuninushi, la divinità che gli offrì il suo aiuto e lo salvò


Il racconto

C'era una volta un coniglio che abitava su un'isola chiamata Okinoshima. Guardando la costa di Inaba, in Giappone, visibile in lontananza, pensò:
"Vorrei tanto andare su quella grande isola laggiù..."


Perciò, il coniglio raggiunse la spiaggia e disse a un pescecane che si trovava lì:
"Signor pescecane, signor pescecane! Fra noi conigli e voi pescecani chi pensi siano i più numerosi?"
Il pescecane rispose:
"E' evidente che siamo noi pescecani a essere più numerosi!"
Soggiunse il coniglio:
"Se stanno davvero così le cose, ti chiedo di radunare tutti i tuoi compagni. Proverò a contarvi."


Il pescecane chiamò a raccolta i suoi compagni e li fece disporre sulla superficie del mare in una lunga fila.
Ed erano tanti, davvero tanti.
Così tanti da potersi allineare uno accanto all'altro dalla costa di Okinoshima, fino alla costa di Inaba.
"Evviva!" pensò il coniglio e cominciò a zompare e balzare sul dorso dei pescecani; nel frattempo li contava.
"Uno, due, tre..."


Così facendo, quando infine giunse alla costa di Inaba, inavvertitamente disse:
"Ehi! Signori pescecani ci siete cascati! In realtà ho fatto tutto questo solo per attraversare il mare e poter raggiungere Inaba!"
L'ultimo pescecane, udite queste parole, afferrò il coniglio e lo scuoiò.


Passarono di lì delle divinità. Una di loro, vedendo la pelle nuda arrossata del coniglio scuoiato, disse:
"Ehi, coniglio! Ma ti hanno scuoiato, vero? Sciacquati con dell'acqua di mare e poi asciugati al sole. Vedrai che il dolore passerà."
Ma costoro erano divinità dispettose e volevano solo prendersi gioco del coniglio.
Quest'ultimo fece come gli era stato detto. Si lavò con dell'acqua di mare, si asciugò al sole, ma ciò non fece altro che peggiorare la sua sofferenza.


Fu allora che un dio, l'augusto Okuninushi fratello minore delle dispettose divinità, arrivò. Ed era tanto buono e gentile.
"Ma tu guarda, poverino! Sciacquati con dell'acqua dolce di fiume e poi copriti con delle spighe di mazzasorda. Se farai così tornerai a star bene come prima."
Fu questa la spiegazione dell'augusto Okuninushi al coniglio.


Il tenero coniglietto fece come gli era stato detto. Si lavò nel fiume, poi raccolse delle spighe di mazzasorda e con quelle si coprì.
E così, il dolore si alleviò e anche il pelo bianco e candido cominciò a ricrescere.


"E d'ora in poi, non dire più bugie. Ricorda che quando si commette una cattiveria, questa viene sempre restituita in un modo o nell'altro."
Il coniglio, colmo di gratitudine, si pentì dal profondo del suo cuoricino.

FINE


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Saul Arcangeli

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MessaggioTitolo: Re: Il coniglio bianco di Inaba   Gio Ott 29, 2015 11:42 pm

mi sembra carina.


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Il coniglio bianco di Inaba
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